Bizzarro egoista, dispettoso e insicuro. Tutti aggettivi usati per descrivere Peter Sellers, figlio di attori di varietà e con una biografia decisamente movimentata. Di sé, provocatoriamente, amava dire che non aveva alcuna personalità, anche se in tanti lo descrivevano come mai soddisfatto del proprio lavoro. Al popolare attore inglese dai mille volti, la Cineteca di Bologna dedica, al cinema Lumière di Piazzetta Pasolini, un omaggio nel quarantennale della scomparsa, nel 1980 quando aveva 54 anni. A partire sabato 1 febbraio alle 18,30 dal documentario “The Unknown Peter Sellers”, che ha reperito le prime cose girate ai tempi del “Goon Show”, alla base della comicità demenziale anni ’70 e ispirazione per i Monty Python, i numerosi filmati amatoriali girati da Sellers, grande appassionato di fotografia e cineprese, e alcune sue interviste inedite. A seguire, alle 20, il cult Hollywood Party in relica anche domenica 2 alle 11, la rassegna continuerà poi fino all’8 febbraio. Con altri film molto amati come “Oltre il giardino” e “La pantera rosa sfida l’ispettore Clouseau”.

Il ricordo di Sellers si lega alla riproposizione, da parte della Cineteca, de “Il dottor Stranamore. Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba” di Stanley Kubrick, che verrà proiettato per alcune settimane ogni lunedì e martedì. Una commedia nera, da incubo, la definì lo stesso Kubrick, che inizialmente si era proposto di affrontare in modo serio il problema di una guerra atomica scaturita da un incidente. Il regista puntò da subito su Sellers, con cui aveva già lavorato due anni prima per la sua versione di “Lolita” da Nabokov perché, parola sua, “per me è come avere tre grandi attori diversi”. In realtà a quelli del capitano Lionel Mandrake, del presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley e del leggendario e diabolico Dottor Stranamore, Sellers avrebbe dovuto aggiungere anche il ruolo del maggiore T.J. ‘King’ Kong, l’ufficiale incaricato di lanciare la bomba. Un poker saltato solo perché l’attore si ruppe una caviglia. Una frattura da stress, forse, visto che già tre ruoli richiesero a Sellers autentiche acrobazie.

Piero Di Domenico