Dopo due mesi di programmazione continuativa on line e in tv, da mercoledì 13 maggio, guardando alla Fase 2, calerà il sipario su #laculturanonsiferma, il festival multimediale della Regione Emilia-Romagna. On line sulle piattaforme www.emiliaromagnacreativa.it e www.lepida.tv, sul canale YouTube LepidaTV OnAir oltre che sul canale 118 del digitale terrestre e sul 5118 di Sky, e sulle pagine web e social degli operatori culturali coinvolti. Un’alternativa credibile, che ha attinto dagli archivi culturali credibile, di fronte al blocco forzato della produzione di spettacoli di fronte al montare dell’emergenza Coronavirus. Il simbolico evento di chiusura sarà il concerto tenuto il 12 gennaio scorso alla Galleria Alberoni di Piacenza, una delle città più colpite dalla pandemia, quasi un mese prima della chiusura dei teatri. Con la “Nona sinfonia” di Beethoven affidata alla Monferrato Classic Orchestra – Casale Coro e al Coro Panatero di Alessandria diretti dall’ungherese Sandór Karólyi. Fra gli appuntamenti, da lunedì 11 a mercoledì 13 i concerti di “Traiettorie”, uno dei principali festival italiani dedicati alla musica contemporanea  e tra i più noti in Europa. In programma tre esibizioni di altissimo livello: di Arditti Quartet, Ensemble Prometeo, Accroche Note, con musiche di Luigi Nono, Olga Neuwirth e Arnold Schönberg. Anche Modena sarà chiamata a raccontare la sua storica vocazione al belcanto in due video con testimonial del calibro delle soprano Raina Kabaivanska e Mariella Devia, dei direttori d’orchestra Aldo Sisillo e Janos Acs e del baritono Leo Nucci. In ambito teatrale, lunedì alle 18,25 verrà riproposto “Homicide House”, lo spettacolo che nel 2013 ha rivelato la scrittura del trentaquattrenne reggiano Emanuele Aldrovandi, tra i giovani drammaturghi di punta del nostro teatro contemporaneo. Martedì alle 20,12 toccherà poi al video “Immagini del Gorilla quadrumano” di Andrea Landuzzi, del 1985, che racconta, anni dopo la sua conclusione, di un’esperienza nata all’inizio degli anni Settanta in un seminario di drammaturgia, condotto da Giuliano Scabia al Dams di Bologna. Per il cinema da segnalare invece il ritrovamento dell’archivio filmico e cartaceo di Antonio Marchi, esponente del neorealismo che ispirò Bernardo Bertolucci, alla base di “Come un canto”, documentario di Claudio Giapponesi, Mirko Grasso e Paolo Simoni, proposto martedì alle 19,47. La sera dopo alle 21 “Quelle antenne sui tetti” rievocherà la nascita delle tv locali indipendenti degli anni ’70, con il racconto di Fabrizio Colliva e Dario Collina. “Bologna racconta” andrà infine, di pomeriggio, alla scoperta dei tesori meno conosciuti della città, a partire dalle collezioni del Museo Civico Medievale, del Museo del Patrimonio Industriale, del Museo del Risorgimento e di quello della Musica.