La parola d’ordine per il momento resta la continuità: il passaggio della direzione artistica da Mario Messinis a Maddalena Da Lisca non modifica la struttura del “Bologna Festival” impostata dal professore veneziano a capo della manifestazione per ventisette anni e ora lasciata per motivi anagrafici e di salute. Anche l’edizione 2020 di “Bologna Festival” si articola dunque nelle consuete rassegne dedicate ai “Grandi Interpreti”, struttura portante e caratterizzante del Festival, in quella dedicata ai giovani Talenti, e in quella autunnale che spazia dalla musica antica “sempre più antica” – ha spiegato Da Lisca alla presentazione – e alla musica Nuova “sempre più nuova”. E, naturalmente, il sempre più apprezzato spazio dedicato alla formazione con il “Baby Bofè” per i più piccoli, “Note sul registro” per gli studenti, e i “Carteggi musicali” letti e commentati da musicologi a introduzione di alcuni autori e brani in programma.

Bologna – 11/12/2014 – il Maestro Zubin Mehta diririge la Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nel concerto di Natale organizzato da Bologna Festival per Unindustria al PalaDozza (Photo by Roberto Serra – Iguana Press)

L’apertura della 39° edizione del Festival, l’8 aprile all’Auditorium Manzoni, è affidata a Zubin Metha e all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, della quale il maestro indiano è direttore onorario a vita, con una locandina che alla celeberrima Sinfonia Incompiuta di Franz Schubert affianca quella cattedrale sonora che è la Settima Sinfonia di Bruckner. Anche quest’anno i programmi spazieranno dalla musica rinascimentale a nuovi brani in prima esecuzione assoluta con l’irrinunciabile omaggio a Ludwig van Beethoven nell’anno del suo 250° anniversario della nascita: così il 7 maggio Thomas Hengelbrock torna, dopo il trionfo dello scorso anno nel Requiem di Mozart, per dirigere il suo Balthasar Neumann Ensemble nelle Sinfonie N. 5 e N. 6 mentre il 14 aprile il pianista András Schiff affiancherà due delle ultime Sonate beethoveniane, la N. 28 e la N. 32, a brani solo apparentemente minori come minuetti, gighe, rondò e fantasie di Mozart. Il pianoforte, protagonista ovunque di buona parte dei palinsesti concertistici, sarà presente anche il 15 giugno con il vincitore del Premio Ciajkovskij 2019, il francese Alexandre Kantorow (un appuntamento condiviso col Festival Pianofortissimo), e il 30 settembre con Evgeny Kissin impegnato in un programma che a Chopin affianca Berg e Gershwin e, come succede sempre quando suona questo artista, un cospicuo numero di bis. Nutrita anche la sezione dedicata alla musica barocca con ben tre appuntamenti: il 19 aprile tornerà l’English Baroque Soloists diretti da Sir John Eliot Gardiner in un tutto Monteverdi (19/4), l’Orchestra Barocca Zefiro con i sei Concerti Brandeburghesi di Bach (14/5) e The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips in un programma che accosta autori contemporanei come Arvo Pärt e John Sheppard ai rinascimentali John Tavener, Thomas Tallis e Gregorio Allegri (26/5, Basilica di Santa Maria dei Servi).

BOLOGNA, ITALY – MAY 06: Hungarian pianist Andras Schiff performs for Bologna Festival at Auditorium Manzoni on May 6, 2014 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra – Iguana Press/Getty Images) *** Local Caption *** Andras Schiff

La sezione di “Bologna Festival” dedicata ai “Talenti”, 6 appuntamenti, coinvolgerà come di consueto giovani interpreti premiati nei principali concorsi italiani. Si potranno così ascoltare il pianista diciottenne Elia Cecino, vincitore del Premio Venezia; la violinista Clarissa Bevilacqua impegnata in un programma solistico che spazia da Bach a Milstein; il violoncellista Alessio Pianelli in Schumann, Prokofiev e Šostakovič; il Quintetto Lauterproject che riunisce musicisti premiati in concorsi internazionali; le soprano Christine Arsenova e Ana Isabel Lazo, il baritono Jorge Espino, finalisti del nuovo concorso lirico Bologna International Vocal Competition, canteranno arie di Mozart, Bellini, Puccini, Verdi e Čajkovskij; il Trio Gaon, vincitore del prestigioso Premio Trio di Trieste, proporrà due capolavori cameristici di Beethoven, il Trio Op.70 N.2 e il Trio Arciduca. Per la rassegna “Il Nuovo, l’Antico”, il minicartellone amatissimo da Mario Messinis, si susseguiranno a partire dal 17 settembre prime esecuzioni, una nuova produzione, autori del Novecento accostati ad autori rinascimentali o barocchi. L’appuntamento inaugurale è affidato a Bruce Dickey, cornettista tra i più noti al mondo che ha contribuito in modo determinante alla riscoperta di questo antico strumento. Nel suo programma, “Breathtaking” (mozzafiato), il cornetto si confronta con la voce umana, quella del soprano Hana Blažíková. Nell’appuntamento del 22 settembre, prima esecuzione italiana del lavoro di Georg Friedrich Haas, Solstices per 10 strumenti al buio totale con il FontanaMIX ensemble. Interamente dedicato alla poesia in musica, a Torquato Tasso e la musica, il programma dell’Accademia d’Arcadia, mentre La Stagione Armonica accosterà Monteverdi a Luigi Nono. Una novità assoluta è invece l’opera di Luigi Sammarchi su libretto di Guido Barbieri In alloro mutò il suo pianto. Il canto di Dafne sulle spoglie di Orfeo, per tre solisti, voce recitante, piccolo ensemble e live electronics. Verrà eseguita il 28 ottobre dall’Ex Novo Ensemble.

Nicola Pirrone