Il 31 gennaio Pia Tuccitto, autrice per Vasco, Patty Pravo, Irene Grandi, ma soprattutto rocker “in proprio”, sarà nei negozi con un nuovo album (anche in vinile) dal titolo “Romantica io”, ma il giorno prima lo presenterà in anteprima al Bravo Caffè.

Sei reduce da quattro anni di tour con lo spettacolo “Io e lei” assieme a Federica Lisi. Qualcosa di quell’esperienza è finito in questo album?
“In effetti no: sono progetti totalmente separati che anche dal vivo avranno vite parallele. “Io e lei” continuano a chiedercelo e faremo diverse date legate a un progetto sociale che si chiama “Progetto Brasile” che raccoglie fondi per la fraternità Francescana di Betania che si propone di realizzare un centro di accoglienza e ospitalità per bambini a San Salvador de Bahia. Ma sai, il progetto con Federica non ha una scadenza legata che so, alla promozione di un disco:, è una cosa che va avanti e che voglio che vada avanti.”
Ma oggi parliamo di questo nuovo disco“Romantica io” che si apre con due pezzi scritti con Corrado Castellari…
“Esatto “Romantica io” e “Come nei film”. Lui era un grande autore di testi che ci ha lasciati qualche anno fa… Le altre sono mie e alla fine ne è venuto fuori un album di cui sono molto contenta perché l’ho scritto, l’ho arrangiato, pur con l’aiuto di Frank Nemola e Luca Bignardi che hanno messo in bella copia le mie idee e l’ho anche disegnato, perché è mia sia la copertina che i disegni all’interno, ognuno dei quali completa la canzone cui si riferisce.”
Senti questo alla fine è un album rock.
“Certamente! Senti ancora dire che le donne non possano fare rock, ma ovviamente non è vero come non è vero che un cantautore non possa fare rock: sono concetti veramente arcaici. Per me rock è essenzialità e questo è un album essenziale nei suoni nelle composizioni. Hai presente una ballata dei Rolling Stones? Pochi strumenti, bei suoni, belle atmosfere: ecco ho cercato di recuperare quello spirito”
E quindi come sta il rock femminile e il cantautorato femminile?
“Ma sai, se devo mettere su qualcosa da ascoltare è molto più facile che sia roba degli anni ’60 o ’70: amo quel periodo lì piuttosto che rincorrere tutte le novità. E amo moltissimo la musica classica e la lirica. Verdi, in particolare. Ecco, se dovessi citare un mio riferimento citerei lui, se ascolti i mie ritornelli cercano sempre di essere molto “cantabili”, molto “aperti”, proprio come una sua aria. Chiaramente non ci trovi le sue note o le sue strumentazioni ma concettualmente lui è una continua ispirazione. Ma tutta la musica classica è un pozzo senza fondo di tesori e di suggestioni da recepire.”
Prima accennavi agli anni ’60, allora si facevano molti più singoli che album, cosa che succede anche a te…
“É vero, dal 2011 ho pubblicato tanti singoli, sarei anche andata avanti così, ma volevo assolutamente pubblicare un disco in vinile e quindi ho fatto questo album di cui davvero sono fiera .
Che presenti giovedì 30 al Bravo Caffè.
“Sì, finalmente torno a cantare dopo un po’ di tempo e torno ad essere Pia La Rocker. Poi si parte per il tour e ci divertiremo…”

Lucio Mazzi