Serve un’agenda, di carta o elettronica, per appuntarsi i concerti da seguire del cartellone del Bologna Jazz Festival, una kermesse lunga 33 giorni (25 ottobre-26 novembre) con 52 appuntamenti in 22 luoghi diversi (teatri, locali, club…), per non perdersi. Guidati magari dallo stralunato batterista disegnato appositamente da Altan, marchio della rassegna che campeggia sui manifesti. Poi è chiaro che il fulcro sarà Bologna, con i cinque concerti nei teatri e altri live. Ma si potrà fare una bella scorpacciata, anche perché il caleidoscopio sonoro che ha allestito il direttore artistico Francesco Bettini spazia tra tendenze e stili diversi. Per fare tutti contenti. La mappa dei luoghi di musica si arricchisce di un nuovo arrivo, il Camera Jazz & Music Club, inaugurato nei giorni scorsi in vicolo Alemagna, in quelle che erano le cantine di Palazzo Isolani. Il motore è Piero Odorici, che è diventato il nostro Ronnie Scott, un sassofonista che a un certo punto apre un club (come fece Scott a Londra…) dove la musica è al primo posto, senza distrazioni gastronomiche, e dove per entrare si paga un biglietto, come capita nei paesi più evoluti. Il Camera oltre a proprie proposte ospita anche il dopo-concerto, per tirare tardi senza problemi, con la Emilia-Romagna Jazz Orchestra, una dozzina di talenti (per dire, Odorici, Roberto Rossi, Diego Frabetti, Stefano Senni….). Come ai bei tempi.

Fred Hersch trio

Come sarà in occasione della prima giornata del festival, il 25 ottobre: all’Unipol Auditorium il trio del pianista Fred Hersch, alle 21.15, poi ci si potrà spostare al Camera. Hersch è un pianista di straordinario talento che è anche docente (tra i suoi allievi c’è stato anche Brad Mehldau che lo cita sempre come suo principale ispiratore), e che è raro ascoltare da queste parti. Poi il 31 arriverà Dianne Reeves, affascinante cantante che si muove a proprio agio tra pop e jazz con una vocalità invidiabile; e ancora, il trio all stars Cross Currents (Dave Holland, Zakir Hussain e Chris Potter) che ha appena debuttato con un disco (8/11 Auditorium); un nome di culto della musica brasiliana come Hermeto Pascoal, polistrumentista che a Bologna non viene dai tempi del Qbò (15/11 Auditorium); infine la star della chitarra Pat Metheny, destinato a replicare il sold out del 2011 sempre all’EuropAuditorium (26/11).

Hermeto Pascoal

Nel centro storico la Cantina Bentivoglio ospiterà i concerti del ZZ International Quartet, co-diretto dal fisarmonicista Simone Zanchini e dal chitarrista Ratko Zjaca (27 ottobre); il trio del pianista Barry Harris, grande testimone dell’era bop (1 novembre); un duo con i campioni del modernismo newyorkese, il trombettista Dave Douglas e il pianista Uri Caine (il 3); il gruppo “Frontal” del pianista Simone Graziano (il 5); il trombettista e Diego Frabetti, che presenterà il suo nuovo disco e ottimo lavoro discografico ‘Interno 41’ (il 12); l’estrosa band Plankton della sassofonista Helga Plankensteiner (il 19). Alcuni dei concerti in programma a Bologna saranno replicati nell’altro club principale della galassia BJF, il Torrione San Giovanni – Jazz Club Ferrara: Dena DeRose assieme alla ERJ Orchestra (26 ottobre); il duo con Dave Douglas e Uri Caine (2 novembre); i “Frontal” di Simone Graziano (il 4). Il club ferrarese presenterà anche il solo del pianista David Helbock (28 ottobre); due protagonisti del jazz italiano come Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi, nel contesto internazionale della loro Revolutionary Brotherhood (6 novembre); il trio “New Things” del pianista Franco D’Andrea (9 novembre); la Tower Jazz Composers Orchestra, che presenterà il suo esordio discografico (l’11); il concerto del ventennale di Italuba, la band del gigante della batteria afro-cubana Horacio “El Negro” Hernandez (il 14); il pianista Aaron Parks con il quartetto “Little Big”(il 16); il progetto “Sun of Goldfinger” del chitarrista David Torn, che prevede la presenza al sax di Tim Berne (il 23).

Pat Metheny

Al Camera sono annunciati i concerti del trio della pianista e cantante Dena DeRose (29 ottobre); del quartetto del trombettista Tom Kirkpatrick (9 novembre); del trio del pianista Michael Weiss (il 16); del quartetto tutte stelle con Piero Odorici, Eric Reed, Dezron Douglas e Roberto Gatto (il 21). Altra meta delle notti bolognesi è il Bravo Caffè, con il 10 novembre Tuck & Patti; l’11 gli Yellowjackets, campioni della fusion da oltre quarant’anni; il 13 il chitarrista Cory Wong; il 14 una super band co-diretta da un chitarrista di culto come Mike Stern e dal tastierista Jeff Lorber e completata da una ritmica straordinaria come Jimmy Haslip e il grande batterista Dennis Chambers. Il 20 toccherà poi al quintetto dello storico bassista Eddie Gomez. Ci sarà anche tanto altro, ma è meglio consultare per i dettagli il sito bolognajazzfestival.com.

Gianni Gherardi