L’inizio di quest’anno si porta via Giorgio Cavalli,  chitarrista, bluesman, grande musicista. Era malato da tempo.

Cavalli aveva iniziato alle metà degli anni ’60 nei Gemini 4 per poi entrare nel gruppo di “Up with people” (Viva la gente), quindi, andare in tournée con Fabio Ferriani (il futuro Paco D’Alcatraz) per l’uscita del suo disco “Foto di nessuno”.

Nella seconda metà dei ’70, l’amore per il blues, l’incontro con il chitarrista e armonicista americano di stanza a Bologna Andy Forrest lo portarono alla creazione di una nuova band, i Blues Bus, e quindi del duo Horses and Troubles (dai cognomi di Giorgio Cavalli e Yvette Casini che lo componevano), diventato poi Mr. Blue. In seguito, lo troviamo a collaborare al progetto CUORI ITALIANI di Freak Antoni e Paco d’Alcatraz, e con Alan Sorrenti come autore e arrangiatore del brano sanremese Come per miracolo che arriva buon ultimo al Festival del 1988.

Successivamente, lavora con il percussionista Don Um Romao alla compilazione del cd TRIBÙ MEDITERRANEA e dal 1990 al 1994 collabora con Vinicio Capossela (l’album CAMERA A SUD) e con lo spettacolo teatrale di Paolo Rossi “Pop e rebelot”. Sempre per il teatro, lavorerà con diversi scrittori tra cui Stefano Tassinari, nella messa in scena di spettacoli e reading senza tralasciare l’attività di chitarrista che he sempre proseguita con vari progetti jazz, blues ed etnici. Al suo attivo l’album GIORGIO CAVALLI GUITAR del 1995. L’ultimo applauso è stato quello al 40ennale del Bologna Rock lo scorso dicembre.

Fin da subito, la notizia della sua scomparsa ha preso a rimbalzare sui social suscitando sconforto unanime tra musicisti e appassionati, segno di quanto questo piccolo grande della sei corde fosse considerato e amato.

Lu.M.