Mast Auditorium
Via Speranza 42
Sabato, ore 20.30
Nell’ambito della rassegna Il Cinema di Foto/Industria,  proiezione di “Blade Runner – The Final Cut” di Ridley Scott. Presentato nelle sale nel 1982 e basato su un romanzo di Philip K. Dick, Blade Runner è un film che ha segnato la storia del cinema e che ancora oggi sorprende per la sua forza visiva e per il suo stile unico. The Final Cut, la versione più vicina alle intenzioni originarie del regista, è stata presentata al Lido di Venezia in anteprima mondiale nel 2007ed è il frutto di uno sforzo filologico di recupero del girato originale e di un profondo restauro digitale.
Domenica, ore 18 “Kameradschaft – La tragedia della miniera” di Georg Wilhelm Pabst. Il film è ispirato a un incidente minerario realmente avvenuto nel 1931 a Courrières, sul confine tra Francia e Germania.
Siamo in Lorena, nel 1919, la regione appena strappata dai francesi alla Germania. Un gruppo di minatori tedeschi varca il confine per cercare lavoro in quella che è stata la loro terra, ma trovano solo sospetto e ostilità, frutto dei recenti eventi bellici.

Cinema Lumière
Piazzetta Pasolini, sabato ore 18, 20, 22
Ultime proiezioni del Festival Gender Bender. In ordine: “Little Miss Westie”,  film di Dan Hunt e Joy E. Reed. Nell’America di Trump, Ren è la prima adolescente transgender a partecipare al concorso Lil Miss Westie Pageant. Il fratello Luca, che ha partecipato alla competizione sei anni prima come ragazzo transgender, le fa da coach aiutandola a truccarsi, sfilare ed esibirsi. Un documentario che indaga la crescita al di là dei generi prestabiliti; un ritratto di due pionieri giovani e coraggiosi che modellano le loro identità in un paese a loro ostile.
Poi “Sister Aimee” di Samantha Buck e Marie Schlingmann. America, 1926. L’evangelista più famoso del paese è una donna. Stanca del suo successo, Aimee cerca una via d’uscita intraprendendo il viaggio dei sogni del suo amante verso il Messico. Nel frattempo, a Los Angeles sono tutti alla sua ricerca. Un film che costruisce un universo giocoso e carnevalesco fatto di personaggi irriverenti e camp. Una brillante fiction che spazia dal radio-racconto al western, dalla commedia al musical.
Infine “Tehran: City of Love” di Ali Jaberansari. Un ex campione di bodybuilding ritrova lo slancio vitale accettando di allenare un ragazzo per il campionato, una segretaria in sovrappeso che fatica a vedersi bella usa la sua voce ammaliante per sedurre uomini che pensa di non poter mai avere, uno sconfortato cantante religioso si reinventa come cantante di matrimoni per aumentare le chances di trovare partner. Un racconto agrodolce di tre disincantati personaggi di mezza età alla ricerca dell’amore, in una città che non li accoglie.

Istituto Parri
Via Sant’Isaia 18,20, sabato ore 18
Per Home Movies, omaggio a Lehman con una doppia proiezione in pellicola: “Album 1” (1974, Super8), ritratto personale e collettivo sul quale Lehman leggerà un testo accompagnato dall’improvvisazione musicale di Cecilia Stacchiotti, e “À la recherche du lieu de ma naissance” (1990, 16mm, 75’) che documenta il ritorno dopo 44 anni a Losanna, città nella quale l’autore vaga alla ricerca delle proprie origini.
Domenica alle 11 Lehman presenterà al pubblico “Muet comme une carpe” (1987, 16mm, 38’) con il quale documenta la tradizionale preparazione ebraica della carpa, mangiata in occasione del Capodanno ebraico, “La dernière (s)cène ou l’évangile selon Saint-Boris” (1995, 16mm, 14’) girato in qualche ora una domenica mattina ispirandosi all’Ultima cena di Leonardo, e “Choses qui me rattachent aux êtres” (2010, 16mm, 15’) dove gli oggetti del quotidiano diventano allegoria per autoritrarsi. Conclude la retrospettiva la proiezione di “Histoire de ma vie racontée par mes photographies” (2001, 16mm, 210’) dove le fotografie scattate da altri diventano materiale per raccontare e ricostruire la propria vicenda autobiografica.

Museo della musica
Strada Maggiore 34, domenica ore 17
Per la rassegna “Voci dall’aldilà,  a cura di Walter Rovere, omaggio a Rashaan Roland Kirk con la proiezione di “The Case Of The Three Sided Dream” di Adam Kahan, con Roland Kirk, Dorthann Kirk, Steve Turre, Charles Mingus, Archie Shepp, Roy Haynes. Rahsaan Roland Kirk era più di un musicista cieco che poteva suonare tre fiati contemporaneamente, più di uno dei più eccitanti e incredibili sassofonisti che siano mai vissuti. Oltre alla capacità di suonare più melodie allo stesso tempo, era un guerriero che combatteva contro le ingiustizie razziali e in favore delle persone con disabilità.