Ed ecco è arrivato il giorno tanto sognato da una categoria di lavoratori lasciata in ombra dai provvedimenti ministeriali che sostengono la ripresa economica. I teatri possono riaprire. Ma come. Oggi che i cartelloni sono saltati lasciando voragini che difficilmente si potranno colmare? Nelle sale, che avranno una capienza ridotta e quindi bisognerà ricalibrare i bilanci su minori entrate dai biglietti? E il sostegno dal Ministero che passa dal Fondo Unico per lo Spettacolo sarà aggiornato a nuovi modi di andare in scena? E le frontiere internazionali riapriranno per permettere alle compagnie e agli artisti di riprendere le tournée e quindi arricchire il dialogo in scena?
Il futuro non è roseo ma comunque sia il teatro a Bologna alza la testa e prova a ripartire, dando un segnale forte agli operatori del settore che sì, si può andare avanti, dentro e fuori le sale. È la dimostrazione che il teatro è vivo ed è capace di adeguarsi all’evolversi del mondo. Semmai da questa pandemia si è imparato che si possono utilizzare nuovi linguaggi e che si può reinventare il rapporto tra spettatori e pubblico con nuove concezioni di palcoscenico.
Il teatro ce la mette tutta e conferma la sua utilità sociale. Adesso è il momento di sostenerlo pubblicamente, sperando cioè che le istituzioni si impegnino più che mai a considerarlo risorsa indispensabile e che gli spettatori lo abbraccino tornando a riempire le poltrone, che siano in piazza o tra quattro mura.

Ecco cosa riparte sotto le Torri.
Alle 19, mettetevi tutti in fila per formare la lunga “Nelken-Line”, la camminata proposta da Teatri di Vita che apre la nuova stagione estiva nel Parco di via Emilia Ponente arredato come un labirinto in cui sagome di cartone con Arianna e il Minotauro, unite da fili colorati, scandiranno la divisione degli spazi assicurando il giusto distanziamento degli spettatori. Oggi si riparte con il programma di “resiDanze”, a luglio con “Cuore di Italia”. La “Nelken-Line” parte da via del Pratello 90, dove c’è la Sala Studio di Teatri di Vita, e attraverserà Bologna per oltre 4 chilometri come happening urbano di riappropriazione artistica della città dopo i mesi del lockdown e dei divieti. Al termine della camminata, a cui parteciperanno artisti, spettatori e cittadini, al Parco di Borgo Panigale andrà in scena uno spettacolo sul labirinto a cura del Laboratorio di Teatri di Vita, e a seguire sarà riproposto il film di Wim Wenders “Pina”.

Alle ore 18 in Piazza della Pace a Castel Maggiore e poi alle 22 in piazza Maggiore debutta lo spettacolo “Lapsus Urbano. Il primo giorno possibile” presentato dalla compagnia bolognese Kepler-452 per la stagione teatrale Agorà. Il pubblico assiste alla pièce ascoltando una voce attraverso delle cuffiette audio e si muoverà nelle piazze seguendo le istruzioni che verranno impartite. Il testo nasce dalla pandemia e solleciterà gli spettatori a rivedere la propria vita durante la quarantena. “Vogliamo scrivere, nella nostra condizione di reclusi, una lettera alle donne e agli uomini liberi di domani. Vogliamo fissare i pensieri contraddittori di questi giorni in una forma cristallizzata, che sarà dichiaratamente inattuale tra qualche giorno – spiega la compagnia -. E di questa inattualità esplorare il fascino, la verità. Vogliamo ripercorrere insieme questi giorni che hanno cambiato un pezzo di Storia, il primo di cui siamo stati diretti testimoni, con tutta l’eccitazione e l’angoscia che questo comporta. Vogliamo darci un appuntamento, fissare una data”.

Alle 20.30 la Fondazione del Monte riapre il suo Oratorio di San Filippo Neri pensando metaforicamente al teatro come cura. Lo fa portando in scena “Vaiolo” una pièce prodotta da Mismaonda con Maria Amelia Monti ed Edoardo Erba che parla di un futuro fantastico in cui un archeologo e uno studioso fanno emergere da sottoterra un teatro capendo che in tempi passati era un luogo di cura: “Chi entrava qui era malato e ci veniva con la stessa speranza con cui un paralitico entra in un bagno termale”, si ascolterà dal testo di Erba.

Il Duse, alle ore 21, alza il sipario ospitando un pubblico contingentato che sarà accolto da Gianni Morandi in una nuova replica (gratuita e sold out) del suo fortunato show musicale, evento simbolico per la ripresa. “Non vedevo l’ora di poter tornare a cantare dal vivo e stare vicino alla gente, perché questa è l’anima del nostro lavoro – ha detto Gianni Morandi –. Appena ho saputo che si poteva rialzare il sipario, seppur con pochi spettatori, ho chiesto al Duse di poter tornare sulle tavole del teatro che per tanti mesi è stata la mia casa. Sicuramente, sarà molto emozionante compiere questo piccolo passo verso la normalità e riaccendere le luci sul palcoscenico, perché il teatro è cultura, è vita e nessuna città può rimanerne senza”.
Nelle prossime settimane il sipario si alzerà ancora con una speciale mini-stagione della compagnia Fantateatro che rileggerà i miti classici per i più piccoli.

Martedì 16 giugno riaprono anche i teatri di Emilia Romagna Teatro con una maratona di incontri nelle diverse città della regione. A Bologna l’appuntamento è alle 16.30 all’Arena del Sole. Poi alle 21 in contemporanea in tutte le cinque sedi di Ert andrà in onda il reading “Che cosa può il teatro? Storie di palcoscenico, a cura della compagnia permanente di Ert.

Il Dehon ripartirà il 17 giugno con la rassegna “(p)Rose d’Estate”: 30 serate fino inizi d’agosto con spettacoli per le famiglie, musical e produzioni della compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon.

Paola Naldi