È un viaggio nell’umanità, in una umanità palpitante di vita ma smarrita, marginale ed emarginata, inquieta e dirompente quella che Pippo Delbono racconta nel suo teatro. Si viaggia e si viene ammaliati dalla poesia e dalla fantasia che addolciscono una realtà cruda e immanente. Quattro degli spettacoli più famosi di Delbono, sempre accompagnato dalla consueta compagnia (tra gli altri Dolly Albertin, Bobò, Pepe Robledo), arrivano nella piattaforma #laculturanonsiferma e si potranno vedere dal 16 al 19 aprile sui canali di Lepida Tv, Emilia Romagna Creativa e poi per un mese sulla pagina di ERT http://emiliaromagnateatro.com/ert-on-air/.
Chiusa l’Arena del Sole e gli altri palcoscenici della regione, Emilia Romagna Teatro prosegue nella condivisione di spettacoli che ben rappresentano la riflessione avviata in questa stagione, tragicamente interrotta: guardare al contemporaneo interrogandosi su futuri orizzonti.

Giovedì 16 aprile alle 21.15
Questo buio feroce”, presentato per la prima volta a Roma nel 2006
Così lo presenta lo stesso Delbono: “Esseri umani sconosciuti tra di loro. Alieni. Di un tempo futuro e di un tempo passato. Eleganti. Dai vestiti antichi e alla moda. Il viso bianco. Riproducono giochi. Di adulti. Sadici. Violenti. Crudi. Voglio gente per rincorrere con me la luce. È un’esplosione. Un concerto rock. Una catarsi. Una rivolta. Rompere i muri con un grido che squarcia la tela come nei quadri di Frida Kahlo la pittrice messicana che dipingeva la sua carne ferita. O i corpi grassi dei torturati nei dipinti del colombiano Botero. Dilaniati. Da un paese in guerra da anni, da molti anni. Da sempre. E i fiori che spuntano ancora da quella carne”.

Venerdì 17 aprile alle 19.40
Dopo la battaglia”, un lavoro del 2011 che vede in scena, in via eccezionale, la danzatrice Marigia Maggipinto, storica componente della compagnia di Pina Bausch. Delbono riprende e ricuce parole di Antonin Artaud, Franz Kafka, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Walt Whitman, Rainer Maria Rilke, Alejandra Pizarnik per descrivere il salvataggio da un naufragio, dalla follia, da buio esistenziale. I corpi e le parole tessono una sinfonia e dialogano con immagini proiettate sulla scena, realizzate da Delbono con un semplice cellulare.

Sabato 18 aprile alle 20.25
Orchidee”, che ha debuttato nel 2013 a Modena. Spiega Delbono: “In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, delle persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti… Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale. Credo che Orchidee rappresenta per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell’amore”.

Domenica 19 aprile alle 20
Vangelo”, andato in scena nel 2016. È uno spettacolo che racconta la spiritualità del nostro tempo, dell’incontro con migranti e profughi, zingari e persone sofferenti. Incrocia le immagini di Cristi in croce e nuovi martiri mettendo in scena quella “inspiegabile gioia trovata nei luoghi deputati al dolore”. Ne viene fuori uno spettacolo struggente e fortissimo, che arriva nel più profondo dell’anima. Anche in questo caso le azioni degli attori sul palcoscenico dialogano con video proiettati in scena