La pandemia e la conseguente forzata chiusura di teatri e altri luoghi di spettacolo ha costretto al ripensamento di molti cartelloni precedentemente programmati o già in corso: è il caso del Bologna Festival che ha annullato sette degli otto concerti del ciclo dedicato ai grandi interpreti e rivisto quello dei giovani talenti. Del primo si è salvato il solo appuntamento con l’Orchestra Barocca Zefiro ora riprogrammato per il 10 settembre nella Villa la Quaderna di Ozzano dove, con la direzione di Alfredo Bernardini, verranno eseguiti i Sei Concerti Brandeburghesi di Bach. Dopo un primo esperimento nella scorsa stagione, la rassegna Talenti si fonde quest’anno con il Festival Pianofortissimo di Inedita per un unico cartellone di nove concerti, una sorta di anteprima del più ampio programma di Bologna Estate 2020 promosso dal Comune. I concerti saranno ospitati dal 16 giugno al 6 luglio nel Cortile dell’Archiginnasio e agli Antichi Orti di Via della Braina, rispettando le misure di sicurezza previste per far fronte all’emergenza Covid. Tutti dedicati al pianoforte quelli della manifestazione diretta da Alberto Spano, più vari quelli del festival diretto da Maddalena Da Lisca, anche se entrambi spazieranno dalla musica classica a quella jazz con la presenza sia di giovani artisti che di affermati strumentisti. Si comincia all’Archiginnasio con il Trio di Pietro Beltrami in un concerto jazz eccezionalmente proposto da Pianofortissimo, libere improvvisazioni in cui il pianoforte è protagonista assoluto. Il 18 le note classiche di Ravel e Schubert saranno offerte dal Trio Chagall, tre ventenni provenienti dal Conservatorio di Torino vincitori del secondo premio (con il primo non assegnato) alla ventesima edizione del Premio “Trio di Trieste” 2019. Bologna Festival ospiterà poi, il 22 giugno, le voci dei cantanti premiati al Bologna International Vocal Competition in un programma di arie d’opera dal Don Giovanni di Mozart, i Puritani di Bellini, la Traviata, il Trovatore, Un ballo in maschera e Aida di Verdi, Tosca e Gianni Schicchi di Puccini, Evgenij Oneghin di Čajkovskij. Il giorno seguente toccherà al Trio Pianistico di Bologna, una formazione assai singolare che propone musiche a sei mani, un repertorio originale e di trascrizioni che conobbe grande diffusione nell’Ottocento e ai primi del Novecento ma ora raramente proposto nelle stagioni concertistiche. Due astri nascenti del pianismo italiano, Elia Cecino, e Nicolas Giacomelli, vincitori del Premio Venezia, suoneranno  il 25 e 29 giugno. In apertura di programma Cecino proporrà due Sonate di Beethoven, omaggio al compositore di Bonn nella ricorrenza dei 250 anni della nascita, e a seguire la Polacca op.44 e la Sonata op.35 di Chopin. Giacomelli spazierà tra Bach e Schumann con un immancabile ulteriore omaggio a Beethoven. Il violino è, invece, lo strumento protagonista del concerto della diciottenne Clarissa Bevilacqua del 30 giugno assieme al pianista Federico Gad Crema per un programma da Mozart a Gershwin. Una vera e propria sfida pianistica sperimentale sarà poi quella presentata da Pianofortissimo il 2 luglio con il duo Roberto Prosseda-TeoTronico: un affermato pianista in carne e ossa, il primo, un robot, il secondo, a fronteggiarsi su musiche di Scarlatti, Mozart, Chopin, Rachmaninov e Milhaud. TeoTronico è un robot pianista, ideato e progettato da Matteo Suzzi, che da sette anni duetta in pubblico con grande successo sfidando Roberto Prosseda. E’ dedicatario di nuove composizioni scritte ad hoc per i suoi mezzi espressivi da vari compositori, tra cui Nicola Campogrande, Stefano Ianne, Gabrio Taglietti e Michael Glenn Williams. In chiusura di rassegna, il 6 luglio, si ascolterà Davide Cabassi, uno dei più interessanti pianisti della sua generazione, già affermato a livello internazionale, che torna a Bologna dopo quasi vent’anni. Suonerà i Quadri di un’esposizione di Musorgskij, preceduti da un delicato brano di Niccolò Castiglioni, Dulce Refrigerium del 1984. In caso di maltempo tutti i concerti, inclusi quelli previsti agli Antichi Orti, si terranno sotto ai portici del Cortile dell’Archiginnasio.

Nico Pirrone