All’aperto, in una piazza, si potrà stare. Distanziati dagli altri si potrà camminare. La voce che arriva attraverso degli auricolari sarà chiara e forte. Allora, così, si potrà andare in scena. Ci prova la compagnia bolognese Kepler-452 per la stagione teatrale “Agorà” con un nuovo spettacolo “Lapsus Urbano // Il primo giorno possibile” che si terrà in una piazza di Castel Maggiore il primo giorno in cui sarà permesso di partecipare ad uno spettacolo en plein air.
Ci siamo abituati, almeno d’estate, a fruire spettacoli che siano all’aperto e fuori dal classico schema “platea-palcoscenico”. Poi, i Kepler-452 erano già andati oltre sperimentando una pièce itinerante da ascoltare con le cuffiette, ogni spettatore isolato dagli altri, chiuso nel suo mondo. La formula perfetta per un teatro in tempo di pandemia. Il testo? Ovviamente scritto in quarantena per raccogliere le impressioni, che saranno uniche, di questo periodo. Ne è nato un progetto di Enrico Baraldi, Nicola Borghesi, Riccardo Tabilio, con il coordinamento di Michela Buscema e la supervisione musicale di Bebo Guidetti.
“Dovevamo realizzare uno spettacolo audio-guidato sul tema della memoria per il 25 Aprile –spiegano gli autori -. Non abbiamo fatto in tempo a cominciare. Ci siamo ritrovati chiusi in casa, senza sapere quando avremmo potuto ricominciare il lavoro. Ci siamo chiesti: che fare? Abbiamo pensato di riconvertire lo spettacolo in una riflessione su quello che ci sta succedendo in questi mesi, tra marzo e maggio 2020, a noi e al mondo attorno a noi. Allora ci siamo riuniti a distanza, sul web, e abbiamo scritto, registrato e montato le nostre voci pensando che, appena fosse stato possibile, le avremmo fatte ascoltare anche ad altri. Come una lettera al futuro. Insomma: avremmo dovuto fare uno spettacolo sulla memoria del passato e ci siamo trovati a raccontare la memoria del presente. Vogliamo scrivere, nella nostra condizione di reclusi, una lettera alle donne e agli uomini liberi di domani. Vogliamo fissare i pensieri contraddittori di questi giorni in una forma cristallizzata, che sarà dichiaratamente inattuale tra qualche giorno. E di questa inattualità esplorare il fascino, la verità. Vogliamo ripercorrere insieme questi giorni che hanno cambiato un pezzo di Storia, il primo di cui siamo stati diretti testimoni, con tutta l’eccitazione e l’angoscia che questo comporta”.

Paola Naldi