Non sono sponde diverse e separate del fiume della vita i ragazzi detenuti all’Istituto del Pratello e i giovani chiacchieroni che si rilassano in queste giornate estive senza scuola. Sono parti della stessa comunità e chi sta dentro è lo specchio di chi sta fuori.

Da questo assunto parte il progetto di teatro nel carcere che Paolo Billi porta avanti da diversi anni al Pratello, come in altri istituti detentivi. Un progetto che invita la città ad entrare, dal 3 al 6 settembre, nel cortile dell’istituto Penale minorile di Bologna per assistere allo spettacolo “Eredi eretici” portato in scena dalla Compagnia del Pratello: 15 ragazzi, sui 22 ospiti del carcere, in questi giorni nelle prove di una pièce che analizza il rapporto tra genitori e figli, conflittuali e intensi, partendo dalle lettere scritte ai propri padri da persone illustri come Mozart, Leopardi, Marx, Kafka.
Per vedere lo spettacolo bisogna prenotarsi – inviando una mail corredata di copia del documento di identità a teatrodelpratello@gmail.com – entro il 10 agosto perché l’accesso al carcere è subordinato al permesso dell’Autorità giudiziaria competente.
“Dall’anno scorso abbiamo ripreso gli spettacoli all’interno dell’istituto, nel giardino perché l’ex chiesa che fungeva da palcoscenico è ancora inagibile, ma è fondamentale per noi aprirci alla città – spiega il regista Paolo Billi -. Lo spettacolo “Eredi eretici” è già stato portato in scena all’Arena del Sole ma con i ragazzi dell’area penale esterna, quindi quello che si vedrà a settembre sarà qualcosa di completamente diverso, con attori diversi”.
L’adesione dei ragazzi detenuti al progetto è molto alta confermando l’idea che il teatro in carcere sia un progetto educativo alternativo valido.
“Abbiamo un gran bisogno di padri che ci facciano prospettare un futuro – sottolinea Paola Ziccone del Centro Giustizia Minorile -. Per molti ragazzi che abbiamo incontrato in questi anni è stato fondamentale l’incontro con adulti che li hanno aiutati a confrontarsi con i propri errori e con le fatiche della vita”.
“Eredi eretici” è la prima tappa di un progetto triennale che il prossimo anno andrà avanti con un nuovo spettacolo “Le orme dei figli” in cui si ribalteranno altri luoghi comuni perché non saranno i giovani a seguire le tracce lasciate dagli adulti.
“Metaforicamente, se in “Eredi eretici” gli attori ragazzi avanzano su un piano inclinato, rotolando spesso a terra – aggiunge Billi -, nel nuovo spettacolo i protagonisti avranno davanti a loro una parete verticale, come quella da alpinismo, che dovranno scalare: troveranno il modo di salire e di trovare il proprio sentiero”.

Paola Naldi