Un paio d’anni dopo “Tempo presente” il primo album pop del tenore Cristiano Cremonini ora Cris la Torre, arriva un nuovo singolo, “Dalla finestra di Lucio” di cui proprio oggi viene pubblicato anche il video.

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Ma cominciamo dal brano: come nasce?
“La sua genesi parte da lontano. Un paio d’anni fa un editore bolognese, Roberto Mugavero di Minerva, mi diede un libro, “Lucio Dalla – L’uomo degli specchi”, che conteneva una lettera che Dalla aveva scritto come prefazione di un volume sul sovrintendente Andrea Emiliani che doveva celebrare la fine della sua carriera. Poi il libro non si fece e la lettera restò nel cassetto fino alla pubblicazione del libro dove l’ho letta. Mi colpì e decisi di farne la canzone di cui oggi esce il video.”
Quindi sono sue parole e musica.
“Beh come dicevo le parole sono ispirate a quello scritto molto autobiografico di Dalla, però testo e musica, sì, sono miei. E devo dire che questa è la prima volta che mi sono sentito completamente libero creativamente. Nelle mie altre escursioni nella musica pop, dopo aver lasciato la lirica, ho avuto l’occasione di lavorare con grandi produttori e arrangiatori ed è inevitabile che un po’ ci si faccia guidare da persone così esperte anche al di là di quello che sarebbero i tuoi gusti personali. Questa volta ho scelto invece di lavorare con un produttore come Rodolfo Mannara – che nonostante sia molto giovane è veramente bravissimo – con il quale ho potuto costruire un rapporto paritario durante il quale ci si confrontava, certo, ma non mi è mai capitato di dover accettare idee di cui non fossi pienamente convinto. Quindi lo scorso dicembre ci abbiamo lavorato e il passo successivo è stato far sentire la canzone alla Fondazione Lucio Dalla.”
Che ha apprezzato?
“Assolutamente sì, sono rimasti molto colpiti e questo mi ha davvero confortato: stavo lavorando nella direzione giusta.”
Poi, una volta terminato il lavoro, è crollato il mondo…
“Sì a febbraio eravamo pronti, e per il 4 marzo era previsto al Baraccano un bellissimo concerto con tutti i giovani musicisti dell’etichetta di Rodolfo che avrebbero cantato ognuno un pezzo di Lucio e io alcuni brani e presentato il singolo, ma come sappiamo, come tutto il resto, anche quello è stato bloccato. Mi sono davvero cadute le braccia perché non vedevo l’ora, e oltre tutto quello spettacolo poi doveva girare alcuni teatri della provincia e oltre, ma non c’era niente da fare, inutile arrabbiarsi… Ci rifaremo quando tutto riprenderà il suo corso normale.”
Si può dire che almeno parzialmente il brano venga “risarcito” dal fatto che ascoltato oggi assuma un significato che ovviamente in un periodo “normale” non aveva.
“Beh indubbiamente contiene un messaggio positivo che in questo periodo può solo aiutare. In realtà questo è anche uno dei motivi che ci ha spinto a pubblicarla adesso.”
Questa canzone rappresenta anche un po’ un nuovo inizio: addio a Cristiano Cremonini, benvenuto a Cris La Torre…
“É così: mi sono deciso ad adottare un nome d’arte per mettere fine al continuo equivoco (a volte anche poco piacevole) legato al mio cognome: diciamo che di Cremonini di Bologna che cantano ne basta uno.”

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Cris La Torre con il produttore Rod Mannara e la regista Federica Lecce

Così Cris La Torre.
“Beh Cris è il diminutivo del mio nome, La Torre perché mi chiamano così da quando ho cominciato a cantare… Diciamo che sono la terza di Bologna…”
Ed è un addio definitivo al mondo della lirica in cui è nato.
“E dove sono vissuto per una vita, ma questa è una scelta fatta già qualche anno fa: non si può tenere il piede in due scarpe e quello è un mondo che non mi appartiene più. In realtà come persona ho bisogno di un clima sereno intorno a me mentre l’opera è tutta incentrata sul dramma… D’altra parte frequentare il mondo del pop amplia a dismisura le mie conoscenze musicali: ho ovviamente un’estrazione accademica, ma adesso mi sto facendo anche una cultura musicale in un ambito molto diverso. É un arricchimento.
E dopo il singolo attendiamo un nuovo album.
“Certo diverse canzoni sono già pronte, solo da registrare. Appena si potrà ripartire.”
Intanto oggi esce il video
“Sì, il video è stato realizzato da Federica Lecce che è la compagna di Rodolfo. Per me lei ha fatto un lavoro fantastico. E sarei veramente felice se anche con questo progetto loro avessero la visibilità che meritano perché oltre ad avere un grande talento sono due ragazzi che hanno fatto un sacco di gavetta e sanno cosa vuol dire sudarsi e quindi meritare ogni piccola cosa.”
Lucio Mazzi

IL VIDEO
Il video di “Dalla finestra di Lucio” racconta alcuni degli “squarci di cielo” (così Lucio li definiva) più belli di Bologna, ovvero gli scorci insoliti della nostra città attraverso le finestre del centro storico, ma anche spaccati di vita comune, piccole azioni semplici, affetti, storie, preziosi gesti ancestrali del vivere quotidiano che si ripetono sempre, istintivamente, nei quali il celebre cantautore, come un vigile poeta crepuscolare, amava immedesimarsi profondamente: “vivo nella memoria di racconti incompiuti”.
“Quando Cristiano mi affidò la regia del suo video, la sua canzone mi portò nell’immediato ad immaginare tante persone racchiuse nella loro intimità quotidiana – spiega Federica Lecce – un cerchio che si stringe sempre di più nel più profondo vivere, dove le cose semplici riprendono il loro sapore: la stretta vicinanza di un’intera famiglia, la solitudine degli anziani e la speranza nei loro giovani, l’abbattimento dei pregiudizi etnici e di genere, la musica e la danza. Ma la cosa che personalmente mi dà i brividi, è la pura coincidenza con questo duro periodo a cui la vita ci ha sottoposto. Sarà forse l’arte una vera profezia, in un momento storico caratterizzato dal dovere civico e la necessità di rimanere in casa, dove l’unico spiraglio di vita che ci concediamo è affacciarsi da una finestra?”.
Hanno partecipato al videoclip: Vito D’Eri, sosia ufficiale di Lucio Dalla, il celebre chitarrista Ricky Portera, il produttore Rod Mannara, il burattinaio bolognese Riccardo Pazzaglia, il ballerino e coreografo Gabriele Vaccargiu e alcuni giovani musicisti del Premio Giuseppe Alberghini e della Scuola di Musica “Il Temporale” di Bentivoglio.

Il video di “Dalla finestra di Lucio”