Avrebbe compiuto 49 anni a settembre Ezio Bosso, purtroppo non ha resistito ai mali che da troppo tempo affliggevano il suo corpo, sempre più esile. Nell’ultimo periodo di attività il pianista, direttore d’orchestra e compositore torinese, aveva anche abbandonato la tastiera, fonte di sofferenze fisiche, dando sempre più spazio alla bacchetta riuscendo a salire sul podio di orchestre prestigiose. Se n’è andato nella notte tra il 14 e il 15 maggio a Bologna, sua città di adozione, dove aveva scelto di vivere. Diventato suo malgrado star televisiva grazie a Carlo Conti, che lo volle al Festival di Sanremo nel 2016, Ezio Bosso amava smisuratamente la musica in tutte le sue forme. “La musica ci cambia la vita e ci salva”, ripeteva spesso. Il Comune di Bologna, nel 2015, gli conferì nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio il Nettuno d’oro, l’onorificenza assegnata a chi ha onorato la città. Dopo la cerimonia, il maestro ringraziò eseguendo alcuni brani pianistici. Qualche tempo dopo, ai tanti impegni anche internazionali, affiancò la collaborare con l’Orchestra del Teatro Comunale, divenendone direttore ospite principale. Primo impegno il bellissimo concerto benefico in Sala Bibiena a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto: “il desiderio dei lavoratori del Teatro di inventare un concerto speciale per dare un aiuto a chi è stato colpito dal terremoto mi rende orgoglioso di farne parte. Abbiamo scelto il programma insieme, dedicato alla bellezza della terra, alla ricostruzione e alla fratellanza”. Da Bach, a Samuel Barber, da Mendelssohn ad Arvo Pärt, fino a brani da lui stesso composti. L’estate successiva Bosso portò la sua nuova orchestra anche in Piazza Maggiore, davanti a più di 5.000 persone che gli tributarono una vera e propria standing ovation. Diresse il Concerto della Terra, che aprì le manifestazioni dedicate ai temi della sostenibilità in programma nel capoluogo emiliano nell’ambito del G7. Il rapporto con l’Orchestra del Teatro Comunale subito dopo però si interruppe, procurandogli non pochi dispiaceri. Nel frattempo iniziò a collaborare, sempre a Bologna, con l’Associazione Mozart 14 come testimone e ambasciatore internazionale, eredità dei principi sociali ed educativi di Claudio Abbado. Il 20 gennaio 2019, in occasione del quinto anniversario della morte di Abbado, Ezio Bosso tornò a dirigere a Bologna un gruppo formato da una cinquantina di strumentisti che proprio con l’ex direttore dei Berliner Philharmoniker avevano a lungo collaborato. Nel concerto Ezio Bosso diresse alcuni degli autori più amati da Claudio Abbado, come Rossini, Prokofiev e Beethoven, salutato da uno straordinario successo di pubblico, proprio come succedeva nelle mitiche serate abbadiane con l’Orchestra Mozart. Quella serata, alla quale prese parte anche Silvio Orlando narratore della favola Pierino e il lupo, è un diventata un disco, “Grazie Claudio!” Il giorno stesso della morte, il Comune di Bologna ha intitolato a lui la Sala Concerto dell’Auditorium Manzoni.

Nicola Pirrone