No, non si può sostituire il teatro con una diretta streaming. Certo in rete puoi ascoltare la voce degli attori, puoi vedere il loro volto ma il teatro è polvere e profumi che arrivano dal palcoscenico ma anche dalle poltrone della platea, dalle persone che ci stanno accanto e che, con le loro reazioni, condizionano l’esperienza di uno spettacolo.
Lo dice anche Ascanio Celestini che “il teatro è fatto di contatti fisici e relazioni” ma aspettando che si alzino nuovamente i sipari l’attore-drammaturgo-scrittore si presta ad entrare nelle case con la lettura di un nuovo brano, scritto in questi giorni di emergenza Covid-19. Si intitola “Il camminatore, due vite ai tempi del contagio”, e lo si può vedere e ascoltare, grazie a Ert e alla Regione Emilia-Romagna, sabato 28 marzo alle ore 21 per la rassegna #laculturanonsiferma, su Lepida Tv (Canale 118 del digitale terrestre) e canale YouTube LepidaTV OnAir; https://www.youtube.com/user/lepidatv), sul portale EmiliaRomagnaCreativa (www.emiliaromagnacreativa.it) e su Facebook Cultura Emilia Romagna, e sul 5118 di Sky.
Il nuovo racconto ha come protagonista un anziano a cui il dottore prescrive di camminare per mantenersi in salute. Proprio adesso che bisogna stare in casa. Ma l’uomo non si lascia demoralizzare e inizia a percorrere i suoi chilometri attorno all’isolato. Si può. Per comprovati motivi di salute. La moglie invece rimane in casa, come se la visione continua della televisione da un divano possa essere la nuova ricetta di una lunga vita salubre.
“In più di vent’anni io mi sono mosso pochissimo – spiega Celestini -. Ho scelto questa seconda opportunità. Ho raccolto storie tra le persone della mia famiglia, del mondo al quale appartengo. Cercando di prendere delle piccole storie e giocarci come con un ingranaggio che funziona da sempre, ma nel quale finisce qualcosa di estraneo che lo fa incagliare. Così i due personaggi di questa piccola storia si sono relazionati per tutta la vita in maniera tale da incastrarsi perfettamente. Anche la noia fa parte del procedere quotidiano. Finché arriva il parassita del quale si parla alla televisione. Un estraneo non previsto. Non serve conoscere come va a finire. Basta intravedere il destino all’orizzonte”.
Domenica 29 marzo, alle 21, Ascanio Celestini si ripresenta sulla stessa piattaforma regalando al pubblico tre racconti che ripercorrono fatti di cronaca e storia italiana. Prima “Secondo Matteo”, dallo spettacolo “Io cammino in fila indiana”. Poi “Pinelli” e “Bologna”, dallo spettacolo Barzellette. “La morte di Giuseppe Pinelli e la strage di Bologna sono due avvenimenti che hanno segnato la storia italiana. Nel raccontarli ho voluto togliere il sentimento di rabbia che accompagna la loro narrazione. Quando raccolgo storie di persone che sono morte prematuramente mi capita spesso di ascoltare amici e parenti che lamentano la perdita di un futuro per i loro cari scomparsi. Raccontare Pinelli che precipita verso il cortile della Questura e gli 85 esseri umani fatti a pezzi il 2 agosto 1980 non significa solo ricordare ciò che sono stati, ma anche ciò che non sono potuti essere, il futuro che gli è stato negato. I sopravvissuti rimpiangono soprattutto questa mancanza che non somiglia al vuoto, che può essere riempito, ma al nulla”.

Paola Naldi