Jimmy Villotti è uno bravo con la penna “che scrive”, quasi quanto con quella con cui pizzica le corde della sua chitarra (ha collaborato per più di venti anni con i più grandi: Lucio Dalla, Paolo Conte, Francesco Guccini, Gianni Morandi, Vinicio Capossela, Ornella Vanoni e tanti altri, prima di decicarsi completamente al jazz, primo amore.): gioca con le parole come gioca con le note.
In libreria ha già mandato parecchie gustosissime cose oggi però, purtroppo, di fatto introvabili. E altre ne ha nel cassetto.
Una che dal cassetto è uscita a fatica è quella che è appena diventato un libro. E ce n’è voluto.
La storia di questo “Onyricana”, storia di sogni che sognano storie, è poi semplice. Quasi un anno fa lo incontriamo per strada, Gianni Gheradi e io, e lui tira fuori un suo quadernetto scritto fitto fitto a matita… “Sono considerazioni, pensieri… – ci spiega – chissà se un editore…”. Poi inizia a leggere qualche riga, si ferma, gli dico “vai avanti”… Ha una scrittura vivissima, appuntita, ricca, immaginifica… Poi richiude il quadernetto, saluta e si infila in auto: deve andare a esercitarsi al pianoforte.
“No aspetta, Jimmy, questa roba va pubblicata!”
“Ma dai, sono cose così…”
“Certo, sono “cose così”, ma non meritano di stare chiuse in in casetto”.
“Oh se mi trovi un editore…”
Il manoscritto, come succede a quasi tutti i manoscritti inizia a girare per le case editrici, e come succede a quasi tutti i manoscritti riceve solo dei no: ci vuole una sensibilità particolare per intuire la genialità di certe cose così… fuori dagli schemi. Quando ormai sto per allargare le braccia, alla fine l’editore lo trova lui: è una piccola, coraggiosa casa editrice bolognese, si chiama Calamaro Edizioni (e di queste piccole, coraggiose realtà così controcorrente da sforare pagine di carta in un mondo di bit e di plastica bisognerebbe davvero occuparsi di più).
Lì si vede che hanno occhio e cuore.
Così il libro esce, con un’introduzione di Francesco Guccini e la copertina disegnata appositamente da Paolo Conte. Non succede mica a tutti.

Jimmy da Vito

E adesso, da pochissimi giorni, “Onyricana” è in libreria dopo il gioioso battesimo di mercoledì scorso da Vito (e dove se no?) davanti a decine e decine di amici di vecchia data, dal professor Angelo Varni che ha condotto la presentazione, a Morandi, Tobia, Stefano Benni, Giorgio Comaschi, Beppe Maniglia, Silvano Pagano e tantissimi altri venuti a festeggiare un uomo e i suoi sogni. E davvero ne siamo contenti e non perché Jimmy è un grande musicista, ma perché da queste pagine (ma anche dalle tante che le hanno precedute, in realtà), nasce il sospetto che sia anche un grande scrittore. Sicuramente per molti sarà una sorpresa.
E quando il libro sarà diventato un best seller saremo tutti felici di aver insistito perché non restasse in un cassetto (una bella lezione per chi ha sempre paura di aprirlo, quel cassetto). E se non succederà, è poi lo stesso. Perché come dice lui “I sogni non hanno né logica né dovere, tanto meno una finalità; forse hanno solo la rappresentazione del paradosso ed è lì che io mi trovo… Annusando l’odore del sogno arcaico, tra gli ultimi alberi, oltre le colline”.

Lucio Mazzi

Jimmi e Gianni