Un cruciverba a schema libero. E’ la nuova proposta della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli nell’ex atelier di Dino Gavina, in via Emilia 275, alla fine di San Lazzaro. Dopo l’esposizione sull’universo futurista, 19 sezioni per raccontare il secolo della modernità. Spaziando tra arti figurative e design industriale, pubblicità e cinema, fotografia e televisione, tessuti e riviste. All’insegna della trasversalità, “L’archivio animato. Lavori in corso”, supervisione di Jeffrey Schnapp, direttore del metaLab di Harvard, con ingresso a 10 euro. Fino al 17 maggio una polifonia di più di duecento opere, tutte pescate dalla propria collezione di oltre 200mila opere, conservate in magazzini di New York e Londra. Nell’allestimento spiccano i progetti grafici per tessuti di arredamento realizzati negli anni ‘50 da Gio Ponti, Ettore Sottsass e Lucio Fontana. O il versante pubblicitario, dal pannello realizzato da Xanti Schawinsky, maestro del Bauhaus, per il negozio Olivetti di Torino, al design anonimo delle storiche ‘carte pasticcere’ degli anni ’30, che riportavano il nome del negozio.