“Buono da morire”, opera del collettivo Rems che raccoglie alcuni ex allievi della scuola Bottega Finzioni, è un romanzo edito in una nuova collana dall’editore emiliano Damster – Edizioni del Loggione. Con protagonista l’attore Vito nei panni di improbabile detective, una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde che la polizia utilizza per alcuen sue indagini.  Il libro è uno dei piatti forti della prima edizione del “Giallo Festival”, il 16 e 17 novembre a Bologna con ingresso libero, al Sympò di via delle Lame 83. La cucina è ben presente nel ricco menu del festival che si terrà in due sale, ribattezzate sala Vigata e sala Tindari per ricordare Andrea Camilleri. Con anche una cena in giallo, sul modello di quelle già proposte da Fico Eataly World, in cui i partecipanti dovranno scoprire un colpevole. Così come ci sarà, domenica mattina, un pitch letterario che vedrà aspiranti giallisti presentare per 5 minuti il proprio progetto a un editore che potrebbe poi decidere di pubblicarlo.

Nel programma figura anche un’altra primizia, offerta domenica alle 15 da Alessandro D’Alatri, al quale si deve la serie tv “I bastardi di Pizzofalcone”. A Bologna il regista racconterà in anteprima il dietro le quinte del nuovo progetto a cui sta lavorando, ancora legato all’opera di Maurizio De Giovanni. Una nuova fiction in sei puntate sul commissario Ricciardi, interpretato da quel Lino Guanciale già protagonista de “La porta rossa” ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi.

Questi ultimi sono stati invece invitati a parlare del successo del loro Ispettore Coliandro, così come Marco Malvaldi sarà protagonista domenica a ora di pranzo di un aperitivo in stile Bar Lume. Mentre poco prima presenterà il suo ultimo libro “Vento in scatola”. Nato da un incontro, durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa, tra lo stesso Malvaldi e Glay Ghammouri, ex militare tunisino dalla carriera stroncata in patria per motivi politici e oggi detenuto in Italia a causa di un grave delitto. Il festival si intreccerà anche con “Detect”, un progetto di ricerca guidato dall’Università di Bologna che sabato alle 11 parlerà di noir mediterraneo con la studiosa Barbara Pezzotti, lo scrittore di madrelingua tedesca ma residente a Trieste Veit Heinichen e con Stefania Nardini, biografa dello scrittore francese Jean-Claude Izzo. L’intreccio fra mistero e cronaca, infine, si concentrerà sabato alle 15,30 sulla Uno Bianca con la partecipazione di due ex poliziotti, all’epoca in servizio a Bologna e oggi scrittori, Carmelo Pecora e Maurizio Matrone.

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Piero Di Domenico