La sedicesima edizione della “Festa della storia” si aprirà come di consueto con la rievocazione storica del “Passamano per San Luca”, previsto nella mattinata di sabato 19 ottobre dalle 9,30 alle 13. Una lunga catena umana per replicare quanto accadde il 17 ottobre 1677, quando i bolognesi si unirono per passarsi più facilmente i materiali destinati alla costruzione del portico di S. Luca.  Al grande medievista francese Jacques Le Goff. è intitolato il Premio “Portico d’Oro”, dedicato alla diffusione e alla didattica della storia, che quest’anno sarà conferito lunedì 21 nella Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio a Marco Cattaneo, giornalista scientifico e direttore del “National Geographic”. Un altro riconoscimento, il “Novi cives: costruttori di cittadinanza”, sarà invece assegnato venerdì 25 a Faiza Maameri, coreografa dell’Opera di Algeri e presidente dell’associazione Profil. La festa bolognese risulta sempre più capace di far germinare iniziative parallele, quest’anno proprio ad Algeri, a Civitavecchia e a Buenos Aires. Da aggiungere agli altri centri che si erano già attivati come Siviglia, Parma, Murcia, Jaén e Castel San Pietro Terme.  Quest’anno la kermesse ideata dallo storico dell’Alma Mater Rolando Dondarini, deus ex machina di un’iniziativa che nelle edizioni precedenti ha sfiorato le 600.000 presenze complessive con più di di 3.300 eventi, ha scelto il motto “Viva la storia viva”. Quasi un esorcismo verso il progressivo accantonamento della storia registrato negli ultimi anni, a ricordare come invece la conoscenza storica risulti fondamentale nel momento in cui oggi sono richieste scelte che rischiano di diventare irreversibili. Una festa diffusa nel tempo e negli spazi, ben oltre i paletti del periodo di svolgimento, dal 19 al 27 ottobre, con incontri che lambiranno l’arte, la musica, la letteratura, il teatro, l’alimentazione, il lavoro, la moda e lo sport. Coinvolgendo studiosi, insegnanti e studenti, impegnati in aule, teatri, musei, chiese, strade e piazze, dove confluiranno lezioni, conferenze, dibattiti, concerti, spettacoli e mostre. Con ospiti ricorrenti come lo storico Alessandro Barbero, impegnato il 27 ottobre all’EuropAuditorium in una conferenza su “Il sesso nel Medioevo, tra piacere e pregiudizi”, e il giornalista Giovanni Minoli, che martedì 22 all’Archiginnasio parlerà de “La storia viva della Shoah e le varie fonti del nesso tra storia e politica”. Nel programma figurano anche temi come la storia della Shoah a Bologna con il volume “Barbarie sotto le Due Torri” di Lucio Pardo, mostre come “Costruire il Mediterraneo. Le strade dei pellegrini medievali” nella Manica di Palazzo d’Accursio, e omaggi a Padre Marella, mercoledì 23 ottobre all’Archiginnasio, con “L’ostinazione della carità: Padre Marella tra le accuse di modernismo e il risveglio delle coscienze della città” con l’Arcivescovo Zuppi, Alberto Melloni, Marco Tarquinio e Umberto Mazzone. La festa entrerà poi nel corpo vivo di Bologna con una due giorni al Pratello, “una strada con Bologna intorno”.

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Piero Di Domenico