I festival cinematografici, sempre più stretti nelle spire dell’emergenza Covid 19, di fronte all’avvicinarsi dell’estate scelgono quale strada seguire. Il bolognese “Biografilm”, per esempio, ha deciso di assumere la forma on line pur mantenendo le date originariamente previste, dal 5 al 15 giugno. I film, gratuiti, saranno disponibili in lingua originale con sottotitoli in italiano e oltre alle proiezioni saranno proposte interviste video con gli autori. Una bella prova d’esordio per la finlandese Leena Pasanen, già alla guida di Edn, l’European Documentary Network, e del “Dok Leipzig”, il più antico festival di cinema documentario del mondo. L’edizione del 2020 avrebbe dovuto essere quella del passaggio di testimone tra lei e l’ideatore del festival, Andrea Romeo, con la prospettiva di una dimensione sempre più internazionale del festival dedicato ai racconti di vita. Tra le prime anticipazioni di un “Biografilm” che dovrà fare a meno anche della sua dimensione più conviviale, solitamente affidata ai concerti del “Biografilm Park” al Cavaticcio, spicca il film di apertura. L’anteprima italiana di “Faith” di Valentina Pedicini, presentato all’ultima Berlinale, farà scoprire un’esperienza immersiva dentro un monastero nelle colline italiane, in una comunità di monaci cristiani ex campioni di arti marziali, tra preghiere notturne e allenamenti massacranti. Il film, in bianco e nero, è frutto di 11 anni di fatiche, culminati in riprese durate circa tre mesi e mezzo. I Guerrieri della Luce, che vestono interamente di bianco, sono un gruppo che ha deciso di vivere in un isolamento quasi totale, seguendo un credo che mescola kung fu, dottrina shaolin e cattolicesimo. Dal programma emergono altri film come “#Unfit – The Psychology of Donald J. Trump” di Dan Partland, analisi rivelatrice del comportamento e della psiche del presidente americano. E poi “Because of My Body” di Francesco Cannavà sulla vita di Claudia, ventenne con una grave disabilità motoria che riesce finalmente a esplorare il piacere sessuale grazie a Marco, un “Love Giver” che la assiste seguendo un protocollo sperimentale. Altre storie di vita saranno legate alla Cina, come “Half Dream” di Dandan Liu, documentario su tre ex studenti d’arte cinesi e il loro profondo bisogno di creatività. Mentre tra le grandi biografie figura “Margaret Atwood – A Word after a Word after a Word is Power” di Nancy Lang e Peter Raymont. Un racconto a tutto tondo della vita della scrittrice canadese, dalla produzione letteraria alla visita sul set della serie tv “The Handmaid’s Tale”, ispirata al suo romanzo del 1985.

Piero Di Domenico