Anche l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, che tornerà il 22 ottobre per parlare con vari interlocutori dell’intelligenza artificiale in medicina, fa parte di quei duemila ospiti che hanno animato per cinquant’anni le serate del Centro San Domenico, spesso concentrate nei tradizionali martedì. E visto che il 26 maggio, data di nascita, nel 2020 capiterà proprio di martedì, inevitabile pensare a un evento speciale, a cui si sta già lavorando. L’obiettivo è portare a Bologna, con altri ospiti, Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Nel frattempo, l’entrata nel cinquantesimo anno di attività del centro, martedì 15 ottobre, si riallaccerà al grande convegno sul tema della parola organizzato dal centro per “Bologna capitale europea della cultura” nel Duemila, che ispirò Sergio Zavoli per un programma trasmesso da Rai3, ‘Viaggio intorno alla parola’. Un’intera giornata, dalle 11 fino a sera, sulla parola. Nella didattica al Mambo, nella storia al Museo Archeologico e nell’era digitale in Salaborsa. Per concludere nel Salone Bolognini, alle 21, con il filologo Luciano Canfora, a lungo inseguito, che parlerà di “Fermare l’odio”, seguìto dal concerto del pianista Giuseppe Fausto Modugno. Il programma, già delineato almeno sino a fine anno, continuerà con il libro “La scommessa cattolica” (Il Mulino) della coppia di sociologi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, in dialogo con Romano Prodi e Stefano Zamagni. E poi l’ex Rettore Ivano Dionigi con “Sentinella, a che punto è la notte?” e un ricordo del vescovo domenicano Pierre Claverie, ucciso in Algeria nel 1996 dopo una vita spesa per il dialogo fra cristianesimo e islamismo. In dicembre, poi, si parlerà di arte e spazi urbani prima del concerto natalizio del 17 con il coro multietnico Mikrokosmos. E se il 2020 sarà dedicato al tema della povertà, variamente declinato, continueranno anche gli incontri interdisciplinari ospitati nella cappella Ghisilardi. Una novità saranno invece alcuni incontri serali, di giovedì, rivolti a un pubblico più giovane, sui temi della sfera pubblica, mentre continuerà la ricerca sulla Bologna di oggi guidata dalal sociologa  Egeria Di Nallo.

(Piero Di Domenico)