Il blues ha spesso cantato la tristezza e il dolore, è espressione dei sentimenti umani tra i più profondi. Qualche volta si è spinto oltre, magari vendendo l’anima al diavolo, come la leggenda ricorda a proposito del più famoso dei bluesmen, Robert Johnson.
Musica allora riflessiva, l’ideale per ripartire dopo questi mesi difficili, non facendosi distrarre dai luna park mediatici che ci vogliono per forza in vacanza, anche regalandoci il bonus.
Il blues è anche la passione di Fabrizio Salsi, insegnante di Reggio Emilia con propensioni artistiche, dai greci classici alla musica americana, tanto da spingersi a metterlo in scena, scrivendone i testi e producendo “I Got the Blues, Buddy”, lo spettacolo presentato l’altra sera nei locali dell’Associazione Culturale Barriere Zero, in via di Saliceto 9.
Pubblico e artisti a sfidare il caldo e le distanze obbligate, ma una “prima” senza dubbio riuscita, dal buon ritmo garantito dalle brave attrici, Francesca Fuiano e Karin De Ponti, accompagnate alla chitarra da Sergio Ardizzoni.
Una breve storia del blues, raccontata attraverso la non facile traduzione dei testi delle principali canzoni, dove le attrici in scena, scambiandosi i ruoli di genere, riportano con efficacia le storie di miseria e violenza, ma anche cuori spezzati, delinquenti e prostitute. E ricorre quel termine “rolling stone”, caro a tanti, che ha mille sfumature, da quella più puntuale di vagabondo a quel rotolare senza mete sempre più in giù.
Le attrici interpretano i brani scelti dall’autore, da “Love in Vain” a “Mercedes Benz”, passando da una “House of a Rising Sun” con ritmi più lenti rispetto a quelli che siamo abituati ad ascoltare.
Al termine Salsi spiega, senza convincere moltissimo, l’inserimento in scaletta di “Twist and shout” come occasione comunque ideale per il coinvolgimento degli spettatori presenti, a pochi metri dalle attrici.
Si replica il prossimo 31 luglio, questa volta all’aperto, presso il Centro Sociale “Giorgio Costa”, in Via Azzo Gardino 44.

Andrea Giovannini