Cosa ci fanno cinque ragazze, che lanciano sfide al mondo a suon di rime con i ritmi sincopati del rap e della trap, sul palco di un teatro curioso ma pur sempre “maturo” come Teatri di Vita? Semplicemente tessono una delle proposte più innovative della scena estiva bolognese. Le “ragazze di città”, come vengono chiamate, sono McNill, Chadia Rodriguez, Nibirv, Leslie e Beba, e si presenteranno sul palco della rassegna “Cuore d’Italia” ogni venerdì alle 22 per restituire al pubblico la loro riflessione sul mondo femminile, sull’affermazione di questioni di genere per niente scontate. Qual è l’immagine stereotipata del mondo del rap o della trap? Ragazzi, uomini, che affermano la loro supremazia sul mondo, sui soldi, sul sistema, affiancati da corpi sensuali, da donne trattate spesso come comparse o come oggetti di piacere. E invece no, “le ragazze di città” non ci stanno e hanno ribaltato negli ultimi anni questa immagine stereotipata. Sì a volte indossano gli stessi catenoni d’oro dei loro colleghi, hanno lo stesso sguardo sfrontato, ammiccano, sollecitano, sfidano, ma poi raccontano di loro stesse, delle donne e della libertà sessuale. E ancora di più della loro identità che può scavalcare generi e schemi troppo stretti, della voglia di farsi largo senza doversi giustificare. I testi pungono e, senza per altro tradire lo stile di questa musica, parlano di diritti, sollecitano a guardare e ascoltare queste artiste in maniera autentica.
Non sono un fenomeno nuovo ma è solo negli ultimi anni che le artiste stanno riuscendo a farsi strada e affermarsi in universo tutto al maschile. Segno dei tempi. Bravi a Teatri di Vita ad intercettare il fenomeno e portare una ventata di freschezza in città. Lo confessa Andrea Adriatico sul suo profilo Facebook. Che citiamo.
“Moltissimi anni orsono, correva l’anno 1992, l’anno delle stragi di Capaci e via d’Amelio, convinsi Antonio Attisani, allora direttore di Santarcangelo Festival, a portare in Romagna uno dei primi raduni del nascente rap italiano. Complice l’amico Pierfrancesco Pacoda che lo realizzò nacque Potere alle posse, mentre io chiudevo la produzione di quell’anno, Oplà noi viviamo, con l’urlo de “lu papa ricky”, vera star rap del momento. Il festival si chiamò “Teatro per bande e predatori solitari”.
Forse lì, in quell’estate dei miei 26anni, divenni un predatore solitario. La passione per il rap mi è rimasta dentro. Una musica che sa di politica, che parla sempre in un modo o nell’altro di quello che siamo. Oggi, 28 anni dopo, presentiamo il nostro festival estivo ricchissimo di eventi. Ma c’è una sezione che con Saverio Peschechera  ho fortemente voluto: si chiama Ragazze di città e presenta cinque concerti di altrettante giovanissime autrici trap/rap/hiphop italiane da non perdere. Ci siamo domandati se le differenze di genere influiscano invece, e non poco, a definire una caratteristica del panorama musicale delle “urban singing woman”. Oggi le donne della musica in rima non sono più racchiudibili nelle dita di una mano. Sono tante, anche se non tantissime. Sono brave. Crescono nella popolarità e nell’ascolto. E si dividono, a mio parere in due grandi filoni: quelle che imitano malamente le dinamiche dei loro colleghi maschi e dunque riflettono gli stessi temi, droga, soldi, sesso alla maniera sgraziata di un’emulazione che di fatto ribadisce lo strapotere maschile, riconoscibile anche nel modo di proporsi, di sottoporsi, di stratificarsi e quelle che, davvero, hanno preso il coraggio per presentarsi o riproporsi con contenuti nuovi, spesso carichi di tematiche tutt’altro che maschili, spesso in una nuova trasmigrazione di genere. Da qui la convinzione che parlare di femminile nella musica abbia ancora un senso, fatte le debite premesse. Noi presentiamo cinque artiste di livello, tutte, ognuna a suo modo, caratterizzate da argomenti che fanno dell’essere “ragazze di città” una componente curiosamente differente. E noi le differenze le amiamo”.

Venerdì 3 luglio
McNill
Giulia, in arte Mc Nill, è davvero unica nel panorama della trap/rap italiana. Lei è una vera “ragazza di città” con le idee chiarissime e un connotato politico di grande impatto. Umbra di origini, bolognese di adozione, lavora nel più importante centro lgbt italiano, il Cassero. Il suo album più conosciuto già dal titolo è un manifesto: “Femminill”. “Loro non lo sanno che sbagliano quando puntano il dito e ti guardano”: testi fortissimi, tutti rivolti a ribadire il diritto ad un’esistenza nel pieno rispetto delle differenze e dei diritti. Mc Nill canta il suo, e lo fa alla grandissima, senza mitomanie: “chi può dirlo se sono giusta o meno?” intona sotto il suo occhiale british che non concede nulla allo standard della cantante trap.

McNill

Venerdì 10 luglio
Chadia Rodriguez
Chadia Rodriguez è una bellissima ragazza di origini marocchine e spagnole, nata ad Almeria, cresciuta a Torino, 7 anni nelle giovanili di calcio della Juventus femminile, modella di nudo, che spacca i suoi ascoltatori in seguaci accaniti e odiatori da tastiera. Una grinta e un carattere che ne fanno un personaggio unico nel suo genere, capace di trasformare il primo commento d’odio dei suoi follower “troia 2.0” in un brano appassionato che è “Bitch 2.0”. Parla di bullismo e di accettazione, come nella sua ultima hit, lanciata in pieno lockdown, “Bella così”.

Chadia Rodriguez

Venerdì 17 luglio
Nibirv
Nome impronunciabile, se lo si legge scritto, ma la V è una U e allora il nome è lo stesso di un pianeta immaginario, Nibiru, descritto nei testi mesopotamici raccontato come il grande “punto di transizione”. Nibirv è una delle più sofisticate e talentuose urban women della musica italiana. Risponde al nome di Sofia Buconi, classe 1989, già nota per la sua partecipazione al talent XFactor e soprattutto per essere stata una giovanissima collaboratrice di Roberto Freak Antoni. Presenta pezzi come “Nuvole Nere” o “Venere”, prodotti da Parix Hilton, dove il ritmo e le atmosfere hip hop  si fondono con una notevole preparazione tecnica e lasciano trasparire anime musicali più complesse.

Nibirv

Venerdì 24 luglio
Leslie
Di lei molti ricordano la partecipazione a “The Voice” nel team di Elettra Lamborghini, ma la giovanissima star abruzzese è un fenomeno ormai consolidato della musica trap/rap italiana. Al secolo è Lisa Cardoni, testi imponenti, ritmo che ruba dall’hip hop ma che trasuda altro, molto altro. Non punta sull’allure, non punta sulla fisicità, sull’ostentazione della bellezza: rappa, parla della sua sessualità, del suo lavoro al McDonald, del suo essere donna. Dei suoi colleghi canta “loro pensano all’autotune, io ho problemi più seri, vuoi risolvermeli tu?”

Leslie

Venerdì 31 luglio
Beba
È la donna rapper per eccellenza. Guarda fortemente alle colleghe straniere, usa il suo corpo come grimaldello per trasformare un sound in una comunicazione al femminile. Una “ragazza di città” che arriva da Torino, fa parte del gruppo di lavoro di Machete dove spicca Salmo, è sempre in coppia con Rossella Essence che è anche la sua produttrice. Bellissima, movenze sinuose, testi ammiccanti (celebre la sua Morosita), indagini che scrutano l’universo maschile da una prospettiva femminile mai sottomessa, Beba è l’immagine di un’artista che farà strada. «Baby stanno meglio a me i tuoi boxer Supreme» rappa in 3d. Sogna di lavorare con Miss Keyta, e nel frattempo il suo ultimo pezzo, uscito in pieno lockdown, è già un tormentone.

Beba