È stato un grande artista e un ebreo errante e le sue tantissime opere, realizzate nell’arco di cinquant’anni, condensano la sua sfaccettata identità. Dalla vasta produzione di Marc Chagall arrivano a Palazzo Albergati circa 160 lavori, esposti fino all’1 marzo 2020 nella mostra Chagall. Sogno e Magia.

In russo il verbo chagall significa “camminare a lunghi passi” e questo artista di passi grandi e sorprendenti nella sua vita ne ha fatti davvero tanti, a confermarlo è l’intero percorso espositivo curato da Dolores Durán Úcar. L’ispirazione (gouache, pastello e inchiostro su carta – 1978), primo lavoro ad accogliere i visitatori, sembra essere un omaggio dell’artista a tutto ciò che ha permesso al suo folgorante universo di esistere: nell’opera, sono raffigurati insieme al pittore e ai suoi attrezzi di lavoro, figure umane abbozzate, una presenza animale, un richiamo al mondo vegetale e la città di Parigi immersa, romantica e imponente, in un cielo rosso acceso. Nelle xilografie a colori poste nella prima parte della mostra corpi giganti su villaggi piccolissimi, case e chiese ondeggianti nello spazio, innamorati volanti a tinte pastello, scene di ribellione e momenti di spiritualità si fanno portavoce della libertà espressiva del pittore che seppe creare un linguaggio artistico originale nutrendosi di diverse correnti artistiche, come il surrealismo, il fauvismo e il cubismo, e delle influenze dei luoghi vissuti e visitati, come la Russia madrepatria, la Francia, la Palestina e gli Stati Uniti.
Proseguendo nel percorso espositivo l’opera del pittore russo prende vita nelle Favole di La Fontaine, commissionategli da Ambroise Vollard dopo il successo ottenuto dall’edizione delle Anime morte di Gogol’ illustrata dallo stesso Chagall. A caratterizzare dunque la seconda sezione della mostra, numerosissime acqueforti, che si rifanno ai lubki e alle icone tradizionali russe, le quali raccontano per immagini storie incredibili, come La gatta trasformata in donna, e vicende di animali che al meglio riassumono i tanti vizi e le poche virtù del genere umano. Molto nutrita è la sezione legata alla Bibbia, considerata da Chagall “la più grande fonte di poesia di tutti i tempi”. Sorprendenti le tele appartenenti a La storia dell’Esodo, una raccolta di litografie che raffigura il cammino del popolo ebraico verso la Terra Promessa. Nei quadri alle scene corali si alternano raffigurazioni più intimistiche (come quella di Mosè al cospetto dell’Angelo del Signore manifestatosi in un fuoco che brucia ma non si consuma), ma ad accomunarli è la medesima atmosfera mistica e gli stessi colori vivi che si propagano come la luce, senza confini. Abbaglia l’ultima sala dell’esposizione dedicata alle opere uniche: Mazzo di fiori su sfondo rosso (olio su tela – 1970 ca.), Gli innamorati con l’asino blu (olio su tela – 1955 ca.) e Il gallo viola (olio, gouache e inchiostro su tela – 1966/1972) sono solo alcune delle tele che grazie alla loro vivacità cromatica e onirica catturano il fruitore nell’immaginario dell’artista che qui prende vita nell’opalescenza della materia.  
In Chagall. Sogno e Magia c’è anche una Dream Room, dove una video installazione, ideata da Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, anima le opere del protagonista della mostra rendendole spettacolari, e una proiezione olografica realizzata da Display Expert.
La pittura di Chagall pullula di utopie nelle quali si celano i mille interrogativi dell’artista riguardanti l’armonia sognata e la capacità del futuro di migliorare il mondo col progresso. Nelle tele esposte la cultura ebraica e l’indole rivoluzionaria d’avanguardia convivono con un unico obiettivo, quello di preservare i luoghi ideali difendendoli dalla realtà. Ricolma di sogni, colori variopinti, eroi biblici e composizioni floreali, la poetica di Chagall nasconde il desiderio di un mondo migliore e la nostalgia delle origini, per lui rappresentate dalla tradizione giudaica. I quadri di Chagall bonificano la storia da alcune delle sue pagine più spietate, come quelle dei pogrom, dei soprusi zaristi sugli ebrei, del tradimento dei valori costitutivi della Rivoluzione d’ottobre, dei totalitarismi e dell’Olocausto che costrinsero tanti artisti a fuggire in esilio. Chagall era libero, come gli animali e i saltimbanchi che amava raffigurare, è stato esule, ma anche cittadino del mondo affascinato da infiniti scenari, era un sognatore, di spazi di convivenza pacifica tra i popoli. “È soltanto mio il paese che si trova nell’anima mia”, scrisse il pittore poeta, ma in fondo si sbagliava perché grazie alla sua arte lo ha reso visibile anche ai nostri occhi.
Chagall. Sogno e Magia è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e patrocinata dal Comune di Bologna. Una parte degli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti di ingresso sarà evoluta a favore di Komen Italia, un’organizzazione di volontariato in prima linea nella lotta al tumore al seno, che all’ospedale Bellaria di Bologna gestisce uno spazio polifunzionale per le donne affette da questa patologia.
Per maggiori informazioni sulla mostra: www.palazzoalbergati.com

Elisabetta Severino