Entrando al Mambo in questi giorni l’esclamazione che sale spontanea è “wow”. L’installazione “Bonjour” dell’artista islandese Ragnar Kjartansson per la mostra “AgainAndAgainAndAgainAnd”, che si inaugura mercoledì 22 gennaio alle ore 19, irrompe nella grande Sala delle Ciminiere, scombinando le regole espositive perché questa opera travalica i confini tra performance, installazione, scultura, teatro, e avvolge gli spettatori in una spirale esperenziale.

Magnifico nelle dimensioni, ironico nel contenuto, il lavoro di Ragnar è il cuore di una esposizione curata da Lorenzo Balbi che si presenta come una riflessione sul concetto del “loop”, come espressione letterale – e visiva – di quelle correnti scientifiche in cui la concezione di tempo lineare lascia spazio alla definizione temporale circolare.
È il biglietto da visita di Bologna città del contemporaneo che si mette i vestiti migliori in occasione di Arte Fiera, quando il bel mondo di artisti, collezionisti, galleristi, critici, arriva sotto le Torri.
Naturale che si voglia stupire, quindi, e l’opera di Ragnar è un bel colpo d’occhio. Occupa l’intera Sala delle Ciminiere con una struttura (diversa da quella originale che si vide al Palais de Tokyo di Parigi nel 2015) che può ricordare una scenografia teatrale o un set cinematografico in cui va in scena un’azione: due giovani che si incontrano attorno ad una fontana, si guardano e si piacciono ma di più non è dato a sapere. Ma siamo in un museo e non a teatro e quindi l’azione segue le regole dell’arte e non del palcoscenico, ripetendosi uguale nell’orario di apertura della mostra, indipendentemente che ci sia qualcuno a guardarla.
Il meccanismo della ripetizione prende il sopravvento, senza inizio e senza fine, ma ognuno si immetterà nel ciclo con la sua personale visione.
Attorno al “colosso” il percorso espositivo presenta poi altri sei artisti che hanno affrontato gli stessi temi: un tempo che si ricicla, la circolarità della vita e della morte che, oltre ad essere teorie scientifiche, sono pure principi filosofici e religiosi.

Artwork, 2018 © Photography Boris Kirpotin, September 2018 Athens, Greece boriskirpotin@yahoo.com


All’ingresso si è accolti dai dipinti di Apostolos Georgiou in cui si raffigurano i gesti della quotidianità che, diciamolo, si ripete monotona e noiosa. Nella sala in fondo, come contrappunto, il video di Cally Spooner dimostra come la ripetizione, nell’accezione positiva della costanza, sia alla base di prestazioni atletiche e di danza. Poi ci si sposta sul lato umano del concetto “loop” tra il video del thailandese Apichatpong Weerasethakul, sulla reincarnazione, e le sculture di Luca Francesconi che parlano della ciclicità delle stagioni e dell’essere umano. Poi tutto diventa estraniante, tra l’installazione di Ed Atkins, con un avatar che fa a pezzi il suo corpo affidandolo ad un tapis roulant e l’opera audio di Susan Philipsz che riporta il senso di disagio di una persona in un paese straniero.

Decidete se essere spettatori di questa rappresentazione del mondo o se volete lasciarvi trascinare da un vortice di spaesamento. Il tempo sarà circolare ma l’immutabilità del “loop” sarà tradita dall’esperienza personale degli spettatori.
Fino al 3 maggio. Con un “non catalogo” che riunisce saggi sulla mostra e interventi degli artisti. Il tutto non sarebbe stato possibile senza il contributo della compagnia Laminarie, di Freak Andò, di Orea Malià e degli sponsor Hera e Unipol.

Paola Naldi

Mambo
via Don Minzoni 14
AgainAndAgainAndAgainAnd
Orari di apertura martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica, festivi 10–18.30; giovedì 10–22. Giovedì 23 gennaio 10-22. venerdì 24 gennaio e domenica 26 gennaio 10-20: sabato 25 gennaio 10-24.