Aspettiamo ancora il salto. Non di qualità perché quella anche all’edizione 2020 di Arte Fiera non manca, ma quel guizzo di vitalità, quello scossone che dovrebbe dare l’arte in un periodo di crisi, di incertezze e di malumori nella società. Un’arte capace di entrare in empatia con lo spaesamento dell’uomo e dell’anima, e di offrire un punto di vista obliquo, per capire meglio la quotidianità. Forse quell’allerta bisogna cercarla da un’altra parte perché Arte Fiera è prima di tutto mercato e il mercato, in tempi di crisi, richiede solidità.

E la prima expo del contemporaneo una certa solidità la propone con i nomi noti del Novecento, con opere rassicuranti che seguono l’idea del direttore Simone Menegoi e di BolognaFiere: puntare all’arte italiana e fare focus sulla pittura come espressione dei tempi. Tanto che la si ritrova in due sezioni speciali “Pittura XXI”, dedicata alle ultime produzioni in tal senso, e “Focus” che riunisce le gallerie che presentano la pittura sviluppata nel Belpaese tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Non che manchino opere di scultura o realizzate con la carta. Ed è ampio il rendiconto sulla fotografia ma molte delle proposte si concentrano sulla tela e sulla superficie. Se amate i classici potrete immergervi in dipinti di Sironi, De Pisis, ma anche in alcune belle carte di Carol Rama. Si rivedono le light box di Tony Oursler. Per quanto riguarda la fotografia, tra le altre cose, si spaziano sugli scatti dedicati alla natura, ma ripresa da un particolare punto di vista, di Kyle Thompson e un “classico” come Armin Linke.

Oltre alle proposte delle gallerie, la fiera propone la mostra “L’opera apertaa” dedicata alle raccolte pubbliche e private della regione, un’installazione di Eva Marisaldi composta da sculture aeree che accolgono il visitatore all’ingresso e un ciclo di incontri a cura di Flash Art.

Nei dettagli pratici, Arte Fiera si svolge nei padiglioni 15 e 18 fino a domenica 26 (ingresso Nord). È aperta 11-19. Il biglietto di ingresso, intero, costa 26 euro.

Paola Naldi